Palmisano & De Angelis ottengono il dissequestro di un’ingente somma di danaro successo dinanzi al Tribunale del Riesame di Pavia.
- Palmisano & De Angelis

- 7 mag
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Aggiornamento: 16 giu
Lo Studio Legale Palmisano & De Angelis, per il tramite del co-titolare Avv. Francesca De Angelis, ha assistito un Cliente, responsabile commerciale di una Società operante nel settore della telefonia mobile, il quale si è visto emettere un decreto di convalida di perquisizione e sequestro, avente ad oggetto un’ingente somma di denaro contante, nonché taluni articoli afferenti alla propria attività commerciale.
Avverso tale decreto di convalida, la difesa ha formulato una richiesta di riesame ex artt. 322 e 324 c.p.p. dinanzi al Tribunale Penale di Pavia – Sezione del Riesame, chiedendo l’immediata restituzione al Cliente della somma di denaro ingiustamente sequestratagli, stante l’aperta contraddizione tra la motivazione del decreto, ovvero quella special preventiva, e quella riportata nel relativo verbale di perquisizione e sequestro che identificava il sequestro quale probatorio anziché preventivo, senza addurre alcuna idonea prova circa la sussistenza delle esigenze cautelari, nonché del rispetto del principio di proporzionalità.
La difesa ha anche dimostrato che la somma di denaro detenuta dal Cliente altro non era che il ricavato/corrispettivo maturato a fronte di compravendite concluse con altre Società operanti nel medesimo settore, come emerso dalle stesse fatture ivi prodotte, evidenziando altresì che il sequestro probatorio, di norma, assolve la funzione di accertamento dei fatti e non può essere piegato alla soddisfazione di esigenze di natura diversa, quale quelle di natura special-preventiva.
Ebbene, il Tribunale del Riesame di Pavia, nell’argomentare il proprio convincimento, ha fatto proprio l’orientamento di legittimità richiamato negli scritti difensivi, secondo cui “(...) il denaro costituente corpo del reato possa essere oggetto di sequestro probatorio a condizione che sia data idonea motivazione, non solo della sussistenza del nesso di derivazione o di pertinenza fra la somma sottoposta a sequestro ed il reato, ma anche delle specifiche esigenze probatorie in relazione alle quali è necessario sottoporre a vincoli il denaro rinvenuto”, presupposti questi del tutto inesistenti nel caso di specie.
Per questi motivi, il Tribunale del Riesame di Pavia ha accolto l’istanza di riesame, annullato il decreto di convalida impugnato ed ordinato l’immediata restituzione all’avente diritto del denaro e della restante merce sequestrata.
L’ordinanza si pone nel solco di un orientamento diretto a prevenire indebite compressioni della sfera patrimoniale dei privati, evidenziando il ruolo cruciale del Tribunale del Riesame, quale presidio di legalità e strumento di effettiva tutela contro provvedimenti estemporanei, non adeguatamente motivati.

In allegato il testo della sentenza emessa dalla Tribunale Penale di Pavia – Sez. Riesame. (I dati sensibili delle parti sono stati oscurati per ragioni di privacy).
